L'ombelico del neonato non si cicatrizza bene? Il granuloma ombelicale


Dalla caduta del moncone alla cicatrizzazione ombelicale

Granuloma ombelicale, la classica pallina rosata all'interno della cavità ombelicale.
Granuloma ombelicale, la classica pallina rosata all'interno della cavità ombelicale.
Granuloma ombelicale trattato con nitrato d'argento.
Granuloma ombelicale trattato con nitrato d'argento.

Il granuloma ombelicale prima e dopo il trattamento con nitrato d'argento.

Affrontiamo oggi un tema abbastanza frequente, di facile risoluzione ma che può portare scompiglio ed ansia ai neo-genitori: cosa fare se a seguito della caduta del moncone l'ombelico non si cicatrizza bene? Cosa consigliano le linee guida pediatriche?

 

Iniziamo dal principio: innanzitutto, l'area ombelicale è curata e monitorata dalle ostetriche ospedaliere o private ( se il parto è avvenuto a domicilio o se si è optato per una pre-dimissione del neonato), quindi massima tranquillità. Le specialiste medicano il moncone e dopo circa tre giorni tolgono la pinza che lo sigillava.

Il cordone ha una consistenza gelatinosa ed ha permesso durante i nove mesi di gestazione lo scambio nutrizionale e sanguigno tra feto e madre: collegato alla placenta, vi passano tre grandi vasi sanguigni, ovvero una vena e due arterie.

 

Se correttamente medicato, dal personale ostetrico e dalla mamma una volta a casa, il moncone ombelicale di norma si scurisce, si secca, e si stacca nel giro di una settimana, dieci giorni. Con le opportune accortezze, la mamma dovrà continuare la medicazione anche a caduta avvenuta, finchè la parte interna dell'ombelico non risulti perfettamente asciutta e sigillata.

Un metodo infallibile per capire se l'ombelico è sigillato è versarci dentro poche gocce di acqua ossigenata: se non compaiono le tipiche bollicine bianche l'ombelico è guarito!

Aiutare l'ombelico a guarire in tempi opportuni

Nonostante tutte le premure e le accortezze materne, può capitare che il moncone ombelicale tardi a cadere ( oltre le due settimane ) oppure che cada ma che l'ombelico non riesca a chiudersi correttamente ed in tempi appropriati, dando origine ad un granuloma.

Il granuloma è una tipica escrescenza a forma di pallina rosata che si forma a seguito di un processo infiammatorio che porta una sovrapproduzione di tessuto di granulazione ( quello che si produce naturalmente per cicatrizzare le ferite e ricoprirle di tessuto cutaneo ), che si accumula nel tentativo di sigillare la ferita.

 

Il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi allo specialista di fiducia, una ostetrica od un pediatra, là dove avvertiate qualcosa di anomalo, soprattutto in presenza di pus, sangue ed odore sgradevole.

 

Lo specialista, analizzando il singolo caso, potrà dunque consigliarvi una linea più delicata, basata ad esempio sull'aggiunta di tintura madre di calendula ( dal forte potere cicatrizzante )  alla consueta medicazione con acqua fisiologica ed acqua ossigenata oppure su di una terapia omeopatica, là dove riscontri un semplice ritardo nella guarigione, oppure decidere di procedere con una pomata antibiotica oppure, in presenza di granuloma, per la cauterizzazione tramite la penna d'argento, ovvero una cicatrizzazione chimica indolore a base di nitrato d'argento.

 

La cauterizzazione non è assolutamente dolorosa per il neonato ed è opportuna se la chiusura dell'ombelico si protrae per un mese od oltre: le toccate ( poche, di norma non si superano le quattro applicazioni ) con il nitrato d'argento sono in grado di far regredire il granuloma in pochi giorni e di sigillare definitivamente l'ombelico.

 

Dopo la corretta e definitiva guarigione ombelicale, avete il via libera per effettuare dei bagnetti in completa immersione per i vostri neonati!

E' importante tenere idratata, elastica e protetta la parte per alcune settimane a seguito della chiusura della ferita con una pomata naturale dall'azione lenitiva ( prova la nostra Curaben Pomata, scoprine le funzioni ).

 

Come mai, a seguito di cauterizzazione, la pelle diventa color grigia - giallo - marrone ?

Il nitrato d'argento, che viene utilizzato per effettuare le toccature, si ottiene sciogliendo argento puro e purificato nell'acido nitrico ed utilizzando la soluzione evaporata. Questa soluzione è fotosensibile, ovvero a contatto con la luce tende a cambiare colore proprio in sfumature che spaziano dal grigio al nero. Quindi:
  • Le macchie grigie che si notano attorno all'ombelico sono la "traccia" delle toccature effettuate che a contatto con la luce ( e l'aria ) si sono colorate.
  • Le chiazze gialle e marroni attorno all'area dell'ombelico sono invece il risultato dell'azione cauterizzante e cicatrizzante della soluzione delle toccature. 

La ferita è stata chiusa tramite cauterizzazione, per usare un termine bruto tramite bruciatura. E' una tecnica molto sicura che viene utilizzata in molti campi medici anche per sigillare i capillari rotti o lesionati e le ferite infette.
Sia il colore giallo - marone che quello grigio scompariranno naturalmente entro una decina di giorni.

A presto da Curaben!

 

 

www.curaben.it

 

 

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