C...come CAPRICCI,il confine tra buon senso e pregiudizi


Bentornati !

Oggi voglio parlare di capricci ma andando un pò controcorrente. Di articoli e video in cui si dice come affrontarli ne è pieno il web, così come di libri e programmi salvataggio tipo “Sos Tata”.

 

Tranquilla e fiduciosa nel sapere che la maggior parte di voi abbia una buona cultura su questo, ho deciso di affrontare il tema portando idee ricorrenti che, nel lavoro con i genitori, mi vengono dette sui capricci.  Lo scopo di questo è condividere con voi un punto di vista diverso affinchè possa essere da stimolo ad una visione alternativa. Detto questo, cominciamo!

Non voglio, non voglio!! L'incubo di tutti i genitori in balia di un capriccio
Non voglio, non voglio!! L'incubo di tutti i genitori in balia di un capriccio

Non sottovalutiamo i capricci dei bambini: cé sempre un motivo più profondo che va al di là del motivo superficiale.

1. "IL CAPRICCIO E' UN PROBLEMA"

I capricci dei bambini sfiancano gli adulti
I capricci dei bambini sfiancano gli adulti

Il capriccio vincola la vostra vita, le uscite e il tempo a disposizione.

Nel dizionario dei genitori alla voce capriccio troviamo una definizione che cita più o meno questo: “il capriccio è quell’agito fatto in un momento inopportuno, senza motivo con lo scopo di creare difficoltà e aumentare il nervoso dei genitori”. Purtroppo non vi consolerà sapere che l’unico problema causato da un capriccio è il vostro. Nel bambino  infatti, come avrete potuto notare in diverse occasioni, non appare nessun tipo di difficoltà nel rendere chiara la sua manifestazione. Perciò che il capriccio sia un problema è FALSO! La vera questione è che il capriccio è fastidioso, per lo meno per i genitori e per chi si trova vicino al bambino in quel momento.

2. "SE MIO FIGLIO FA I CAPRICCI HA UN PROBLEMA"

Davanti ad un’affermazione come questa Michael Potegal afferma «Se venite nel mio studio a dirmi che vostro figlio di 2 anni fa i capricci, l’unica diagnosi che posso fare è dire che vostro figlio ha in effetti 2 anni. Non c’è altro che si può aggiungere».

 

Il capriccio è infatti una modalità che il bambino usa per imparare ad individualizzarsi e per “testare” i limiti dei genitori. Contrariamente a ciò che si pensa, fare i capricci è sano e naturale, anzi sarebbe da approfondire se ciò non accadesse.

3. "AI MIEI TEMPI DUE SCULACCIONI E VIA"

Lo sculaccione sulle ginocchia del papà, un classico metodo blocca capriccio fino a poche generazioni fà.
Lo sculaccione sulle ginocchia del papà, un classico metodo blocca capriccio fino a poche generazioni fà.

Diverse volte alcuni  genitori  mi dicono che “ai loro tempi” non c’era modo di fermarsi ad ascoltare i bisogni e “robe di questo tipo” e che con due sculaccioni il capriccio veniva interrotto all’istante.

 

Tornando a ciò che dicevo all’inizio, il fatto che il figlio smetta di fare i capricci è funzionale per il tempo dei genitori, non del piccolo. Lo sculaccione (sopratutto come evento ripetuto nel tempo) aumenta la rabbia e soffoca ciò che il bambino vi sta chiedendo. Oltre a questo accade di frequente che, dopo aver dato uno sculaccione, il genitore provi senso di colpa e frustrazione per averlo fatto. Conviene a questo punto cercare un’altra strategia.

4. VUOI LA GUERRA? QUESTA VOLTA VINCO IO!

Ultimamente gira su internet un video (pubblicitario) di una mamma che al supermercato, davanti al suo bambino capriccioso, improvvisamente si butta per terra e comincia anche lei a fare i capricci.  L’espressione attonita del bambino (per non parlare di quella sul carrello) che riposa il pacchetto, fa certamente sorridere. (se non l’avete visto ecco il link https://www.youtube.com/watch?v=NIBi1GsASRM  ). Al sorriso si può accompagnare anche l’idea che un metodo di questo tipo possa davvero servire. Attenzione a non farsi abbagliare perchè, come ogni pubblicità che si rispetti, non rappresenta davvero la realtà.

 

Il bambino “capriccioso” ha BISOGNO di un genitore che lo accolga ma che lo contenga. Se ciò non accade il rischio è di trasmettere un modello sfidante e a sua volta “bambino” da cui non poter trarre “consolazione” e contenimento. C’è tempo per ogni cosa e il bambino capriccioso svolge correttamente il suo compito, il genitore capriccioso no.

 

A questo punto ci si può chiedere.Ok lo sculaccione non va bene, la ribellione neanche, il capriccio serve ma... che dobbiamo fare?

Sicurezza, contenimento, accoglimento, ascolto: la formula magica per gestire il capriccio!

Cercare il dialogo con i bambini e non sottovalutare il capriccio: i bambini hanno sempre qualcosa da comunicare che va al di là del motivo superficiale dell'impuntarsi.
Cercare il dialogo con i bambini e non sottovalutare il capriccio: i bambini hanno sempre qualcosa da comunicare che va al di là del motivo superficiale dell'impuntarsi.

Gli ingredienti fondamentali nella gestione del capriccio sono:

 

  • SICUREZZA (Qualsiasi cosa succeda, esserci)

  • CONTENIMENTO (Se piange, consolarlo)

  • ACCOGLIMENTO (Riconoscere l’emozione)

  • ASCOLTO (Capire e ascoltare cosa sta succedendo)

 

Dal momento in cui il bambino fa i capricci la prima cosa che è opportuno chiedersi è “Cosa vuole dirmi facendo così?”. I bambini 0-3 anni e 4-6 anni non hanno ancora la possibilità e la capacità di comunicare e trasmettere ciò di cui hanno più bisogno. Esistono delle fasi naturali in cui il bambino regredisce, come ad esempio nell’arrivo di un fratellino o l’inserimento al nido, proprio perchè in QUEL MOMENTO ha più bisogno di rassicurarsi di fronte ad un cambiamento importante.  Punirlo o non ascoltarlo svaluta ciò che prova e che sente. Un buon riconoscimento emotivo, farà da base a voi e a lui. (Per approfondire l’argomento vi invito a rileggere l’articolo sui Bisogni).

 

E a voi, cosa è successo?  Vista la varietà e la ricchezza del tema se avete desiderio di condividere le vostre esperienze, curiosità e domande, scrivetemi.

 

Alla prossima lettera!

 

Dott.ssa Antinoro Anna

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