Mamma, come nascono i bambini?

Conoscere e accogliere lo sviluppo della sessualità dei propri figli.

A tre anni inizia la scoperta sessuale come atto volontario e ci si interroga sulla differenza tra l'essere maschi e femmine.
A tre anni inizia la scoperta sessuale come atto volontario e ci si interroga sulla differenza tra l'essere maschi e femmine.

L’esplorazione della sessualità è una fase naturale di ogni bambino. Quando ci si comincia a muovere, si impara a conoscere il proprio schema corporeo e ad associare il piacere a seconda della stimolazione del

corpo.

 

Quando il bambino lo scopre può mostrarsi sorpreso ed entusiasta, mentre i genitori spesso sono spaventati verso una scoperta che ritengono precoce.

 

Per fare un po' di chiarezza desidero condividere con voi le fasi naturali in cui il bambino tendenzialmente comincia a conoscere la sua sessualità:

 

  1. Prima dei 3 anni di età, i bambini iniziano ad esplorarsi con le mani i genitali e altre parti del corpo con finalità esplorative e non dirette al puro appagamento corporeo.
  2. Dai tre anni, la sessualità comincia a diventare un atto volontario. Il bambino infatti cerca in maniera attiva e finalizzata il proprio piacere sessuale. Qui cominciano le prime domande “imbarazzanti” a cui i genitori non sono preparati che riguardano:
  • La differenza tra i maschi e le femmine “perché lui ha il pisellino e fa la pipì da in piedi?” ; “perché lei ha la patatina?”
  • La nascita dei bambini. “Ma io come sono nato?” , “Come ci è finito il bambino nella pancia?” Risposte che vengono spesso accompagnate da miti e leggende che in qualche modo hanno fatto immaginare anche a noi. Chi non conosce la storia dei bambini portati dalla cicogna o cresciuti sotto il cavolo?

 

Queste risposte sono sicuramente fiabesche e originali ma ho idea che probabilmente siano anche frutto di un tabù in cui di sessualità era/è meglio non parlare quando in realtà, è un aspetto che fa parte di tutti noi in ogni fascia di età.

Oggi lo sviluppo tecnologico sta via via sostituendo le risposte imbarazzanti che i genitori in passato dovevano dare, in quanto essendo “nativi digitali” oggi i bambini sanno che le risposte si trovano su Google.

 

Consiglio quindi di giocare di anticipo, anche perché fondamentalmente si sa cosa chiedi, ma girando su internet non sai cosa trovi. Riconosciuto l’ingresso in questa fase e cominciate le domande, ai bambini è

bene dire la verità usando parole facili e chiare che gli permettano di capire.

 

Dai tre anni inoltre comincia l’atto della masturbazione, in cui il bambino in momenti non sempre opportuni, comincia ad accarezzarsi o a cercare il piacere personale.

 

Di fronte a questo la cosa importante è non colpevolizzare il bambino rispetto al piacere che sta cercando

con frasi del tipo “queste cose non si fanno!”, “i bambini cattivi si comportano così”, “ti cade il pisellino”,

ecc. Questo perché il rischio è che si associ un’idea di errore, inadeguatezza e di colpa a qualcosa che invece è piacevole, arricchente e stimolante.

 

È opportuno intervenire invece qualora il bambino agisse questo comportamento in situazioni pubbliche. Non sarà necessario sgridarlo o arrabbiarsi, si potrà invece fermare il bambino spiegando che il momento della ricerca del piacere è un momento privato e personale, che deve però essere

cercato in un posto protetto e da solo.

Va usato un tono rassicurante e contenitivo in cui non si stoppa il bambino per una cosa sbagliata, ma lo si protegge rispetto ad una situazione personale e intima.

 

Dato il numero elevato di situazioni di abuso infantile, è altresì importante spiegare ai bambini che nessun adulto, oltre ai genitori in caso di igiene, può toccare le sue parti intime. Spesso si dà per scontato che i parenti possano accedere a questo aspetto privato del bambino in quanto accumunati da un grado di parentela. Questo è parzialmente vero in quanto la sessualità è un aspetto profondamente delicato e in certe situazioni rischia di passare un messaggio del tipo, “se è un parente lo può fare”.

Senza entrare nell’allarmismo ma prendendo consapevolezza delle situazioni, gli abusi tra parenti, vicini, persone amiche esistono e spesso sono più frequenti di quello che pensiamo. È importante perciò insegnare ai bambini a difendersi e a proteggere il proprio corpo e le proprie parti intime.

 

Vi allego un libro che potete scaricare e leggere ai vostri bambini direttamente dal mio sito e realizzato dal consiglio d’Europa nell’ambito della campagna “Uno su cinque” sulla sensibilizzazione all’abuso sessuale.

 

Se avete piacere di condividere le esperienze di questa fase, domande o curiosità, scriveteci. 😊

 

Al prossimo articolo!

 

Dott.ssa Antinoro Anna

Psicologa - Psicoterapeuta Trainee

Analitico Transazionale

 

www.antinoroanna.tk/

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